mi sono rotto il cazzo degli esperimenti del frequentiamoci ma senza impegno

Ragazze vi prego non lisciatevi i capelli
lasciateli curare dal vento, dalla salsedine del mare

perché è lì che ci spogliamo bene e ci vestiamo male

perché è lì che mostri la tua carne
la tua carne fresca

-Thegiornalisti, Mare Balotelli

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Tutti gli uomini della tua vita in un’unica puntata
di volti,
odori,
stronzate già sentite, bugie miscredute,
se soffi via la polvere e’ un lento scorrere di sguardi,
di ricordi,
di cose capite troppo tardi,
di sottotitoli per ”nontroppobrillanti”,
di magici istanti dilaniati dalle esplosioni delle suonerie personalizzate che annunciavano indiscrete lieti eventi altrui….

Tutti gli uomini della tua vita
uomini in esclusiva,
uomini solo in prova,
uomini raccattati nel pattume, uomini coperti di piume,
di insulti,
dimentichi i volti…
ricordi…
brividi nella spina dorsale…
chi ti ha fatto male,
chi ti ha resa felice,
chi ”nonsidice” per pudore,
per amore, proprio o improprio che sia,
uomini scappati via,
uomini lasciati fuori dalla porta a marcire,
uomini da due lire….

E’ un lento scorrere, se soffi via la polvere.
Per questo resti da sola,
ma lo sai che prima o poi ci cascherai ancora
Come un idiota ti innamorerai
di un altro idiota ancora
Lo sai, lo rifarai….
Sarà primavera, sarà che gli idioti sbocciano come fiori sugli alberi….

E balli da sola, con mille occhi su di te e lasci senza parola ogni idiota che ti vede sorridere….
Ma quando scende la sera,
lo sai lo sai lo sai che quel sorriso non dura…
”love will tear us apart again”

-Giorgio Canali e Rossofuoco, Tutti gli uomini

Ed io ripenso ai giorni del liceo quando studiavo Kant
a quanto mi sentivo sola
a quanto lo sono ancora

-Maria Antonietta, Quanto eri bello

But only teenagers are romantic people

-Raein, I was fine before you came

Ho smesso di pensarti ormai
ma faccio sogni strani

Mi specchio e c’è un estraneo
Che ha ancora le mie mani
Che come dei diamanti
Schieravi su di te
Pronta a far progetti per noi

Rimandavamo sempre tutto a domani Amore
Per esser sempre quello che vuoi
e non finire mai

Se questo e’ il tempo che si ha
Mettiamo una distanza
Dalla citta’, dai numeri,
Dal freddo della stanza

Voglio la tua bocca
ma mi passera’
Prima che si apra per me

Per rimandare ancora tutto a domani Amore
ed esser sempre quello che vuoi

Musa un po’ puttana madre della mia bambina
Ora che son forte so che sei piu’ forte tu

-Afterhours, Tutto domani

Tutte le scuse che mi erano venute in mente le ho dimenticate
e vorrei mandarci un altro ad essere sincero con te.
Perché lo sguardo mi costringe a mentire e finisce che ci si fa male
come quando mi ha costretto ad accostare sulla strada e non ti ho saputo dire di no.

Come quando ti ho insegnato che ad aspettare a rider bene va a finir che non si ride mai.

-Castagna, Ridere

Ogni volta faccio a botte
anche se non vinco mai
ieri ho perso le mie scarpe
ora prestami le tue

Anche se non riesco a interessarmi
alle smorfie che mi fai
non ho voglia di incassare più

Anche se non riesco ad evitare tutte le tue storie
non voglio farmi colpire più

Mi hai messo già alle corde
mi stringi nelle corde

-Castagna, Botte

E ripasso le due o tre cose che mi fanno stare meglio:
morirti fra le labbra, un sorriso al risveglio…

È la vita che va, è la vita che va, è una piccola morte che viene,
esercizi di stile che scorrono nelle vene…

E chissà quando guarirà questo cuore anoressico
Condannato per l’eternità a girare in tondo

Che risposte ci suggerirà questo vento dislessico
che porta con se solo nuvole, nuvole senza Messico…

Nel lento e inesorabile precipitare degli eventi
Quale magia fa ‘sì che si canti:


Volare oohoh volare oohoh

E che poi ci si perda nel blu dipinto di merda


Ammiro gli inutili segni di croce
di chi aspetta la guerra per morire in pace

è la vita che va, è la morte che viene

è la consolazione del morire insieme


e riciclo parole, riciclo pensieri, riciclo la mia faccia
riciclo un’immagine di te fra le mie braccia e canto
nanana nanana nanana nanana nana, nanana nana, sotto la doccia

E ripenso alle due o
tre cose che mi fanno davvero:
annegarti negli occhi, rubarti il respiro


E che voglia di piangere ho….

-Giorgio Canali, Nuvole e Messico

Scusa se non te l’ho detto
ma ieri ho pianto per tutto il viaggio
la consapevolezza delle lacrime di vetro
sull’ingenuità di una strada di montagna
la preferisco sempre ad ogni patetismo
All’ipocrisia del sole il pomeriggio
A questo primo caldo
Proprio ora che
È appena aprile
Primavera è già morta.
Appena aprile
Primavera è già morta

Continuerò a scrivere sul vetro appannato
Di frasi mai dette e di fiato sprecato
di sogni spremuti acerbi
son piene le pagine, pieni i ricordi
Ma ogni cazzata e ogni vittimismo
Non valgono niente
Nemmeno un dente del tuo sorriso.

-Lantern, Montagna Nera

Viaggeremo in galassie sconosciute alla velocità della luce
su navicelle spaziali con un solo bottone del tuo colore preferito
ce ne staremo con i piedi nell’oceano e la testa fra le nuvole
a guardare quanto è piccolo il mondo e quanto infondo fa schifo

Ti stancherai dei mie lunghi silenzi, io dei tuoi mille perché
mi chiederò il perchè dei tuoi mille perchè

-Havah, Venerdì

Le ore dopo la tua partenza sono così plumbee
cominciano sempre troppo presto a trascinare
i rampini a artigliare il letto della mancanza

Svellendo le ossa
i vecchi amori
di occhi come i tuoi
Orbite già riempite
di occhi come i tuoi
Svellendo le ossa

Tutto è sempre meglio troppo presto che mai
il nero spruzzato
il nero bisogno spruzzato sulle loro facce
Di nuovo dicendo nove giorni mai fecero
galleggiare l’amato
né nove mesi né nove vite

Di nuovo dicendo
se non mi insegni non imparerò
Di nuovo dicendo
anche per le ultime volte
c’è un’ultima volta
Ultima volta per mendicare
Ultime volte di amare
di sapere di non sapere fingere
U’ultima (volta)
anche per le ultime volte di dire
SE NON MI AMI NON SARO’ AMATO
SE NON TI AMO NON AMERO’
(da Enueg, II)
SUDANDO COME UN GIUDA
STANCO DI MORIRE
STANCO DEI POLIZIOTTI
I PIEDI NELLA MARMELLATA
TRASPIRANDO PROFUSAMENTE
IL CUORE IN MARMELLATA
FUMO PiU’ FRUTTA… HAAA…
IL VECCHIO CUORE IL VECCHIO CUORE
GUARDANDO STUPITO I TULIPANI DELLA SERA
I TULIPANI VERDI
BRILLANTI ALL’ANGOLO COME UN ANTRACE
TROPPO TARDI PER RISCHIARARE IL CIELO
IL SOPRATTONO LA FACCIA
PERO’ PERO’ TI ASSICURO

E la faccia si disfa timidamente
troppo tardi per rabbuiare il cielo
arrossendo via nella sera
rabbrividendo via come una gaffe

e la faccia si disfa timidamente.

Per scherzo

-The Death of Anna Karina, Un’ultima volta (da Samuel Beckett, Enueg I)

dementi che siete